Ridurre il Gender Gap con il Welfare Aziendale

gender gap

Misurato dal 2006 attraverso il Global Gender Gap Index (GGGI) del World Economic Forum (WEF), il Gender Gap è un divario che riflette la disparità tra uomini e donne in quattro dimensioni chiave: partecipazione ed opportunità economiche, istruzione, salute e sopravvivenza e potere politico.

 

Indice degli argomenti:
  1. Cos’è il Gender Gap
  2. I paesi più virtuosi
  3. Le cause del divario di genere
  4. Gender Gap in Italia
  5. Lo strumento del Welfare Aziendale

Cosa si intende per Gender Gap

Il Gender Gap, o divario di genere, è una realtà persistente che permea molti aspetti della società, inclusi quelli professionali. Il GGGI valuta lo stato attuale e l’evoluzione della parità di genere.  Nel 2023 il GGGI ha mostrato che, nonostante alcuni progressi, il divario globale è ancora significativo, con solo il 68,4% colmato e stime che prevedono 131 anni per raggiungere la piena parità.

Qual è il paese con più parità di genere

Dai dati pubblicati nel 2023 è emerso che su 146 paesi monitorati globalmente il paese che ha fatto meglio di tutti per 14 anni consecutivi è l’Islanda, al primo posto con un gap colmato al 91,2%. L’Europa supera il Nord America (fermo al 75%) registrando la più alta parità di genere di tutte le regioni del mondo, con il 76,3%. Un terzo dei paesi europei si colloca tra i primi 20 (4 nella top 5) e oltre la metà (56%) ha raggiunto almeno il 75% di parità. Se consideriamo il nostro Paese però, i dati sono inesorabilmente negativi. Il divario di genere in Italia si è ampliato rispetto al 2022, facendo scivolare il nostro paese dal 63° al 79° posto con un punteggio di 70,5%, insieme a Bielorussia, Botswana, Guatemala, Kirghizistan, Malesia, Mozambico, Oman, Panama, Serbia, Trinidad e Tobago.

Cause del Gender Gap

Le cause del Gender Gap sono molteplici, spesso radicate in retaggi culturali che relegano le donne a ruoli di madre e di tutela della casa e della famiglia non retribuiti. A questo si aggiungono la mancanza di politiche efficaci e di progettualità con il fine di raggiungere la parità.
Con queste premesse, accade che la quantità di lavoro di cura non retribuito (il prendersi cura dei figli e dei familiari anziani o non autosufficienti) che ricade sulle donne sia sproporzionata rispetto a quella degli uomini, contribuendo a una distribuzione ineguale del lavoro domestico. Sulla base di un’analisi del World Economic Forum basata su dati pre-pandemia di 33 paesi che rappresentano il 54% della popolazione mondiale in età lavorativa, la percentuale di tempo dedicato al lavoro non retribuito da parte degli uomini rispetto al totale del lavoro è del 19%, mentre per le donne è del 55%. Dati peggiorati durante la pandemia a causa della chiusura di scuole e strutture assistenziali. Inoltre, il tasso di disoccupazione è costantemente più alto per le donne così come il livello di stress.
Queste aspettative nei confronti delle donne si riflettono anche nel mondo del lavoro nel quale non rivestono posizioni apicali o di leadership, sia nel settore pubblico ma soprattutto nel privato e in politica. Inoltre, nonostante un livello di scolarizzazione superiore a quello degli uomini, le donne continuano a essere sottorappresentate nelle discipline scientifico-tecnologiche cosiddette STEM (acronimo di Science, Technology, Engineering, Mathematics), con la conseguente perdita di talenti ed opportunità di cui l’intera società beneficerebbe.

Gender gap nelle aziende italiane

Queste macro considerazioni sono evidenti anche nella maggior parte delle aziende italiane dove spesso, in presenza di esigenze familiari particolari, le donne sono costrette ad assentarsi, a ricorrere al part-time o, nella peggiore delle ipotesi, a lasciare il lavoro, privando l’azienda di una risorsa già formata. A questo si aggiunge anche il gender pay gap, che porta alla demotivazione delle lavoratrici e alla non fidelizzazione verso l’azienda. La conseguenza è che una mancanza di pari opportunità nella fase di candidatura, esclude dal mercato del lavoro lavoratrici capaci e di talento, oltre ad essere una forma di iniquità sociale non sostenibile.

Che fare contro il Gender Gap: Welfare Aziendale

Le aziende possono giocare un ruolo cruciale nel ridurre il Gender Gap e il welfare aziendale emerge come uno strumento efficace per affrontare questa sfida. La Certificazione della Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022) è un esempio di iniziativa che promuove la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e garantisce un trattamento equo tra i generi.
Attraverso il welfare aziendale, le imprese possono implementare una serie di iniziative volte a migliorare il benessere delle dipendenti e a favorire una maggiore conciliazione tra lavoro e vita privata. Queste iniziative possono includere:

  • Smart working non emergenziale: nuovi modelli organizzativi che favoriscano una migliore gestione dell’equilibrio tra lavoro e vita personale attraverso l’uso della tecnologia.
  • Asili nido interni o convenzionati: facilitano la conciliazione tra lavoro e famiglia, riducendo l’assenteismo legato alle responsabilità familiari e migliorando la produttività dei dipendenti.
  • Assistenza agli anziani: fornendo supporto sanitario domiciliare e altri servizi, le aziende aiutano le dipendenti ad affrontare le sfide legate all’assistenza ai propri cari anziani.
  • Previdenza complementare: offrendo una pensione integrativa, le aziende garantiscono maggiore sicurezza finanziaria alle dipendenti al termine della loro vita lavorativa.
  • Sanità integrativa: facilitando l’accesso a programmi di screening oncologico e fornendo supporto psicologico nella relazione tra maternità e lavoro, le aziende promuovono la salute e il benessere delle donne dipendenti.
  • Centri estivi e sostegno al reddito: offrendo contributi per l’iscrizione dei figli a centri estivi e fornendo supporto finanziario supplementare, le aziende alleviano il peso finanziario delle dipendenti con famiglie.

Implementare queste iniziative non solo costruisce una cultura aziendale positiva e promuove un senso di appartenenza tra i dipendenti, ma rappresenta anche un potente strumento per migliorare la reputazione aziendale e attrarre i migliori talenti sul mercato.

Ridurre il Gender Gap richiede un impegno collettivo e multidimensionale, e il welfare aziendale si configura come un pilastro fondamentale nella creazione di un ambiente di lavoro equo, inclusivo e sostenibile per tutti.